LA SALUTE NON VA IN VACANZA!

Michele Piffero (Segr. Gen. CGIL Novara VCO)

Tagliano i nastri. Fanno le foto. Poi se ne vanno e dentro quegli edifici nuovi, tirati a lucido, non c’è nessuno che ti visita. Questa è la sanità che ci stanno lasciando: palazzi vuoti e liste d’attesa piene. Mezzo milione di persone e una sanità a cui stanno staccando la spina!

Nelle nostre due province vivono oltre 500.000 cittadini: tutti hanno diritto a curarsi ma il Servizio Sanitario Nazionale — quello nato per curare tutti, ricchi e poveri allo stesso modo — lo stanno lasciando morire di fame.

Nel 2025 lo Stato ha speso in sanità il 6,3% del PIL. In Europa si spende il 9-10%. E fino al 2029 non cambierà niente: restiamo inchiodati al 6,4%, con un buco di oltre 30 miliardi tra il 2027 e il 2029. Non è un destino. È una scelta. Quei soldi ci sono: hanno deciso di metterli altrove.

Le Case della Comunità: mura senza medici! Ce le hanno promesse come la grande rivoluzione. Il risultato? La Corte dei conti nel 2026 mette nero su bianco: 1.168 cantieri aperti in tutta Italia, ma solo 58 strutture finite e collaudate. Dei 2 miliardi stanziati ne è stato speso appena il 20%. E adesso arriva il bello: dal 2026 il conto della gestione — stipendi compresi — passa a Regioni e Comuni Senza soldi certi.

Francesco Orlandi (Segr. Gen. FP CGIL Novara VCO)

Nel VCO e nel Novarese gli edifici ci sono. Ma con quali medici saranno aperti? Con quali infermieri? Con quali orari? Con quali servizi? Nessuno lo ha ancora messo nero su bianco nel dettaglio: un edificio non ti cura, ti cura chi ci lavora dentro. Mancano i medici. Mancano gli infermieri. Mancano tutti. Nei nostri territori la carenza complessiva di personale è intorno alle 500 unità (10mila a livello regionale).

Nel VCO, terra di montagna, dove un abitante su quattro ha più di 65 anni, questa mancanza pesa il doppio. Chi vive in valle non può fare 80 chilometri per un prelievo o spostarsi per le ricette vista la carenza di medici di famiglia. Nel Novarese le nostre sedi sono raggiunte quotidianamente da lavoratori e pensionati che si ritrovano con visite prenotate a mesi di distanza e sono costretti a rivolgersi al privato – quando possono permetterselo – per potersi curare. Con una sola certezza: chi ha i soldi si cura. Chi non li ha, aspetta.

Nel 2024, secondo l’ISTAT, quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi. Uno su dieci, così anche in Piemonte. Il 6,8% perché le liste d’attesa erano troppo lunghe. Il 5,3% perché non aveva i soldi. Chiamiamola col suo nome: c’è una sanità di serie A e una di serie B. Chi può, paga il privato e salta la fila. Chi non può, aspetta. O rinuncia.

E intanto i piemontesi scappano a curarsi altrove: nel 2024 il saldo passivo della Regione è triplicato, da 8,1 a 24,2 milioni. I pazienti in fuga sono aumentati del 9,7% dal 2022. Sono soldi nostri che escono dal nostro territorio.

Lilliana Graziobelli (Segr. Gen. SPI CGIL Novara VCO)

E se in casa hai un anziano non autosufficiente, sei solo.

L’assistenza a domicilio non basta. I posti in RSA convenzionata non bastano. E le rette corrono verso i 3.000 euro al mese: più di una pensione intera, e non basta ancora, andando ad intaccare i risparmi di una vita di lavoro.

Così tutto ricade sulle famiglie. E dentro le famiglie, come dice la nostra indagine CGIL Piemonte 2025 sui caregiver, ricade quasi tutto sulle donne. La non autosufficienza non è un problema privato da nascondere in casa. È un problema pubblico. E vuole risposte pubbliche.

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Cosa chiediamo. Chiaro e semplice.

1.           Case della Comunità aperte davvero — con personale, servizi e orari certi. Non opere da rendicontare.

2.           Un piano straordinario di assunzioni nella sanità e nel sociosanitario, qui, nelle nostre due province.

3.           Liste d’attesa abbattute e servizi specialistici sul territorio, per non dover più andare a curarsi lontano.

4.           Più assistenza a domicilio e rette RSA sostenibili.

5.           Rifinanziare il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico e universale.

La salute non è una spesa: è un diritto scritto nella Costituzione. Noi non ci giriamo dall’altra parte. Continueremo a controllare, a dire come stanno le cose ai cittadini e a stare addosso ad ASL e Regione. Perché a questo territorio servono risposte, non annunci!

CGIL Novara VCO; FP CGIL Novara VCO; SPI CGIL Novara VCO

(rassegna stampa in aggiornamento)

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